In inglese si chiama Depleted Uranium, uranio impoverito, ed è
un materiale di scarto radioattivo prodotto a basso costo
nella lavorazione delle centrali nucleari.
E' stato impiegato per la prima volta, sistematicamente, dalle
truppe statunitensi nella guerra del Golfo del 1991, per
potenziare l'effetto distruttivo di bombe e proiettili
destinati a perforare le protezioni di blindati e carri
armati.
Secondo il monitoraggio che viene continuamente fatto
dall'Osservatorio militare i militari italiani morti per cause
che possono essere fatte risalire all'uranio impoverito
sarebbero oramai, 44, mentre i militari malati, quasi tutti
colpiti da tumori al sistema emolinfatico, sarebbero circa
300. Dopo la Somalia, la Bosnia e il Kosovo ora le patologie
cominciano ad affiorare anche tra i reduci della missione in
Iraq.